Anno 1, n.2 - Aprile 1998
Bollettino d'informazione sul progetto Vila Esperança, Goiás (Brasile)
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Esiste anche la versione in Inglese
Altre informazioni sul progetto Vila Esperança
da parte della redazione
"Attraverso lo spirito circense lavoriamo all'animazione di movimenti di base, nell'educazione popolare, con arte e cultura per la liberazione. Sogniamo e lavoriamo per un mondo nuovo; ci siamo compromessi nella lotta per la difesa dei diritti umani, per le libertà democratiche, per la conservazione dell'ambiente, per la giustizia e la pace".In occasione della tourné italiana del Grupo-Circo "Alegria do Povo" (gruppo teatrale composto da educatori della Vila), dedichiamo questo numero al Teatro del progetto Vila Esperança, uno degli strumenti chiave del progetto.
L'attività del grupo-Circo è rivolta sia ai bambini che alla popolazione adulta di Goiàs: gli spettacoli messi in scena fanno parte del progetto educativo, e parlano di temi ad esso collegati, come la riscoperta delle radici storiche afro-indie della cultura brasiliana, l'ecologia, la condizione dei bambini, la scuola.
Le motivazioni che hanno portato all'organizzazione di questa tournè sono diverse: sicuramente c'è la voglia di far conoscere la cultura popolare brasiliana e la necessità di raccogliere fondi per il progetto Vila, ma non solo. La tournè è un' occasione per incontrare e far incontrare gli amici e i sostenitori del progetto, e di trovarne di nuovi. É anche la speranza, questo viaggio, di unire due mondi, di confrontare in pace due realtà diverse, due culture.
La tournè toccherà diverse città italiane, sia al Nord che al Sud: centinaia di amici della Vila sono attualmente impegnati nei preparativi: trovare una sala, possibilmente gratuita, contattare le istituzioni e l'associazionismo locale, contattare i media locali, preparare manifesti e volantini, far partire il passaparola tra amici .... e tutto ciò è già parte dello spirito di questo incontro.
Lo spettacolo sarà recitato in italiano: uno sforzo in più, da parte degli attori, affinchè lo spettatore possa più facilmente seguire e farsi coinvolgere.
Questo numero contiene, oltre alla presentazione dello spettacolo "Bumba-Meu-Boi Bumbà" e alle date della tournè, anche un'introduzione all'attività teatrale alla Vila, e come questa attività si inserisca nel progetto. Ci sono poi due articoli con riflessioni di Robson Max, attore ed educatore alla Vila, sulle potenzialità educative e pedagogiche del teatro popolare.
Buona lettura!
Ciò che ci unisce non è la presenza di un direttore o la sola realizzazione degli spettacoli, o ancor meno ragioni economiche e commerciali, ma l'amore per l'arte e per il popolo.
La cosa più importante per il gruppo è la ricerca delle diverse anime del teatro popolare, mettendo in risalto da un lato il linguaggio del teatro circense, e dall'altro le radici indigene e africane del Brasile. La scelta di partecipare al riscatto di questa cultura multi-etnica, di un Brasile fatto di tanti "brasili", consente di portare alla gente un teatro che provochi la riflessione e susciti interrogativi sulla realtà, stimolando le persone a trasformarsi in "attori sociali" e a reinventare la società.
Per realizzare tutto ciò il Gruppo va sviluppando sempre di più un teatro che sia fedele alla "brasilianità", e non appiattito su una dimensione "universale" (che attualmente significa "occidentale") .
Si cerca il coinvolgimento spontaneo del pubblico creando un'atmosfera di festa, che unisca pubblico ed attori in un unico spettacolo. L'utilizzo di diversi linguaggi, la danza, la musica, e l'arte plastica ispirate alle culture afro-amerindie, fanno si che gli spettacoli siano momenti forti di espressione.
Il Grupo Circo utilizza la comicità e lo spirito critico unendo insieme riflessione e divertimento. Guardando al passato per costruire il futuro il gruppo promuove interventi in occasione di ricorrenze storiche, assieme ad altri gruppi ed associazioni, nei luoghi più diversi dentro e fuori il Brasile, lavorando per la diffusione dell'insegnamento dell'arte come momento educativo.
Spettacoli ed eventi principali:
di Robson Max, attore ed educatore alla Vila
Questo articolo originariamente è comparso sul giornale "Nasi Rossi", (numero 2, febbraio 1995).Ho cominciato con l'idea di farmi monaco e ho finito per diventare attore, passando attraverso l' incanto del circo. effetti è il teatro che mi interessa. Non il teatro "business", il mercato, soggetto alle leggi economiche. Un altro tipo.
Lo scenografo tedesco Manfred Wekwerth afferma con chiarezza che l'unica azione efficace che il teatro può svolgere è : "rendere efficaci quelle forze sociali che, per la loro natura storica, sono in grado di provocare trasformazioni nella società e questo attraverso i mezzi specifico del teatro: cioè col piacere." Io aggiungerei tra l'altro con la bellezza, con la ludicità.
Profondamente, ciò che cerco e, penso che posso dire col gruppo col quale divido la vita e le scoperte, ciò che cerchiamo è il MISTERO, è riallacciare, riunire di nuovo I 'uomo alla sua origine trascendente. L'incanto che il palco, o qualsiasi spazio in cui si rappresenti, esercita su di noi (attori-pubblico) è in realtà questa stessa ricerca, questa peregrinazione .
Quello che facciamo in ogni spettacolo, in ogni rappresentazione è sperare che esso risponda quando e come è nato l'uomo, quale il nostro futuro. La domanda rimane sempre la stessa, variano appena i metodi di ricerca. Per il greco, l'attore era un vero religioso con un culto cosi vasto che supponeva una preparazione filosofica, religiosa, psicologica e mentale davvero immensa.
Sono i nostri limiti che ci fanno marcare il confine fra sacro e profano, ed è la vittoria su questi limiti che può condurci a trasformare il più semplice atto del quotidiano in una cerimonia sacra. Se ci pensiamo bene, queste sono le esperienze più vive, quelle che si trasformano in memoria, sempre presenti, sempre significative .
Il Teatro ha dunque un fine pedagogico e una capacità fantastica che è quella di creare e ricreare l'esperienza come qualcosa vissuta dal proprio spettatore. Dare stimoli e ampliare non il bagaglio intellettuale, culturale del pubblico, ma la sua sensibilità. Tutto ciò se pensiamo a un contributo all'umanità, a una funzione sociale.
Crediamo ci sia un altro aspetto che sia l'anima del teatro: il ruolo del Gruppo. (continua nel prossimo articolo)
di Robson Max, attore ed educatore alla Vila
Questo articolo originariamente e` comparso sul giornale "Nasi Rossi", (numero 3, aprile 1995).Ed eccomi di nuovo per continuare quel discorso iniziato nel "Nasi Rossi" n.2 (Essere attore ed educatore). Mi pare importante condividere la nostra visione di gruppo. È importante per arricchire il mondo, nella ricerca vitale di creare relazioni, di lottare contro la disgregazione capitalista, l'individualismo e il "si salvi chi può" neo liberale... Qui in Brasile e anche in Italia, dove credo che le cose non vadano diversamente, parlare ancora di alternative, comunità, opposizione popolare suona un po' antiquato e obsoleto.
Ma molti settori, gruppi, persone che da sempre lottano per costruire un mondo nuovo, ancora non desistono. Il Don Chisciotte interiore che abita in ciascuno di noi il difensore della giustizia, colui che possiede un sogno e aspira con tutte le forze di realizzarlo, continua in vita, sempre. E' vivo perchè sa che una vita senza amore e senza bellezza non merita di essere vissuta. Stare uniti contro il "Cavaliere degli Specchi" è ciò che ci da' forza e ci fa scoprire il senso della vita e della morte. Giorno dopo giorno coscientemente o semplicemente vivendo, senza fare troppe domande e cercando nella semplicità le nostre risposte, il gruppo qui a Vila Esperança si va formando.
Ciascuno cerca un modello di società con relazioni che siano diverse da quelle che si sviluppano nella società "commerciale". Ciò che più ci importa e ci dà forza per affrontare i fantasmi che appaiono nel cammino, è l'idea di formare una famiglia d'arte, gente che cerca di conoscersi , prima di tutto per il fatto di essere persona, poi perchè si è attori e amanti della bellezza. è questa etica e estetica che ci fa "brillare gli occhi". Oggi siamo in sette a cercare di volerci bene, senza mettere maschere. Non stiamo insieme per religione, ma abbiamo fede; non è la politica ad unirci, ma tutti vogliamo un nuovo modello di socialismo; non è neanche il denaro a farci stare vicini, anche perchè a stento riusciamo a pagare i conti. Ciò che ci unisce è l'amicizia e l' arte.
Perchè non stare da solo? Perchè il senso di appartenenza a un gruppo è forte. Dico anzi che è una necessità. Tutti cercano un gruppo (di colleghi, politico, musicale, religioso, ecc.). Gruppo significa possibilità di costruire una alternativa di vita, rappresentazione di ciò che dovrebbe essere, o di come io vorrei che fosse la società. è un terreno privilegiato che fa germogliare progetti, è la possibilità di ricreare la storia.
Qualcuno ci ha detto che non abbiamo bisogno di fare analisi perchè gia facciamo teatro... Mi ha fatto pensare... E devo dire che è vero! La nostra terapia è sognare (stando svegli!). Mi pare che ciò che ci tiene in vita è questo tentativo di riproporre la vita, sempre... Nell' indecisione, quando ci si demoralizza, o si pensa che non esista soluzione per le società, le persone, le strutture - Proporre la vita. Sempre.
Chi è approdato a Vila Esperança ha portato la sua storia di dolori e piaceri e li ha usati per la costruzione di questa metafora di un mondo nuovo che lottiamo per costruire. Certezze? Solo la certezza dell'amore per la vita e la consapevolezza di non essere soli. Questo non avviene per magia, istantaneamente o facilmente. Si impara, ricercando instancabilmente la nostra essenza persa. In America Latina la comunione e il socialismo sono indigeni. Per questo dobbiamo guardare con orgoglio all'immensa ricchezza che il popolo degli indios, padrone della terra di "Abya Yala", possiede ancora e dobbiamo tentare con loro di imparare nuovamente.
E' come se fossimo stati vittima di un incidente gravissimo e dovessimo riapprendere a camminare, parlare, mangiare, pensare, amare e far festa. Questa sfida è ancora più forte qui a Vila Esperança perchè la vita ha voluto unire europei e brasiliani in un cammino comune.
da parte del Grupo-Circo
Quando il Grupo-Circo Alegria do Povo si è formato, nell'89, non ha optato per un linguaggio e una postura teatrali in senso tradizionale. E sottolineiamo che questo processo formativo non si è concluso ma continua ad avvenire nel momento in cui non concepiamo un lavoro a partire da una idea, dal saldo in banca, da un piano, dal razionale; innanzitutto cerchiamo di sentire, di vivere e allora sì... Continuiamo a nascere.La nostra proposta è fare un teatro politico, poetico, etico, estetico, che metta in discussione, autentico nei suoi sì e nei suoi no, un teatro che aiuti a pensare sorridendo, a imparare attraversando le vie del cuore piuttosto che le vie della ragione per raggiungere il centro più in fretta e partecipare così a una scelta più consapevole di quali riti scegliere in questi tempi moderni. Che l'arte possa regalare la gioia di ascoltare voci più potenti del richiamo della morte... L'arte dalle luci rare e fugaci come certezze di vita che, fin tanto che durano, sono vere e potenti come il sole.
In questo spettacolo proponiamo il rito scenico popolare del BUMBA-MEU-BOI, un rito che corre dal nord al sud del Brasile, con alcune modifiche regionali ma mantenendo stabile la sua colonna vertebrale o un nucleo di base. Il popolo brasiliano, (principalmente nelle regioni più povere) non solo ha creato un dramma singolare (sotto certi aspetti simile al teatro nato ai piedi di Dionisio, con cortei, canti e danze) ma ha generato un mito assorbito dalle razze che lo hanno formato, con una dinamica cresciuta al suono di frustate e cascate di dolore, rinventando così la voce di tante Afriche e Americhe. Una voce che popola oggi un Brasile alla ricerca di identità vera. Usando vari elementi scenici - maschere, burattini, musica - il Grupo-Circo presenta la storia di un contadino e le peripezie per custodire il suo tesoro...
La sua struttura si caretterizza per il tono anarchico, a volte arbitrario e discontinuo. Il canto, come la musica, marca i passi dello spettacolo. Sono canti di ringraziamento per il padrone di casa e lo spazio in cui si realizza la scena. Sono inni ai personaggi concreti o facenti parte dei miti, un sugo con condimenti etnici diversi. La danza in alcuni momenti si transforma in linguaggio drammatico, sottolineato dalla musica. I costumi sono molto colorati e pieni di addobbi. Sono ricoperti da nastri, brillantini e specchi che, riflettendo luci e ambienti, moltiplicano naturalmente il movimento della danza e hanno il potere soprannaturale di catturare l'amore della platea e creare un campo di protezione per gli attori giullari, in cui le energie negative ritornano addosso a chi le ha inviate. L' uso delle corone, dei cappelli, degli addobbi, ha funzione drammatica e obbedisce a una rigorosa simbologia senza essere dunque solo un dettaglio scenico.
Il testo è stato montato a partire dal nucleo centrale del BUMBA, con intrecci drammatici indipendenti e creati da noi e legati alla figura centrale del BOI, figura reale e allo stesso tempo appartenente al mito. Con grande difficoltà sono stati tradotti in italiano paesaggi, situazioni e figure di un mondo intraducibile. I versi infatti, nonostante spesso appartengano alla tradizione orale (a volte sono creati sulla base dell'improvvisazione) si snodano in rime tipiche della poesia popolare. Oltre alla preoccupazione di proporre un teatro popolare in cui appaia la critica sociale, senza sotterfugi e con un linguaggio artistico presentiamo la figura dell'eroe popolare Mateus, che lotta fra il rappresentante del potere, i suoi servitori e l'annuncio delle possibilità e speranze di un tempo nuovo.
Questo montaggio riflette inoltre la necessità del Grupo-Circo di approfondire, in questi anni di lavoro, il patrimonio dei Miti Latino Americani nella ricerca della nostra identità culturale afro- indigena. Identità che accompagna degnamente le civiltà ufficialmente definite classiche. Ci auguriamo che il pubblico colga attraverso i costumi, i suoni, le parole, una scena carica di verità e appelli, una ricerca profonda e semplice di nuove concezioni e stili di vita, riscatto vivo della ludicità dei nostri antenati e predecessori. La base, chissà, di una nuova società.
da parte della redazione
Qui di seguito è riportata la lista di tutte le città in cui verrà rappresentato lo spettacolo "Bumba-Meu-Boi Bumbà". Per alcune tappe sono già disponibili i dati completi (indirizzo della sala e orario di inizio) negli altri casi sono indicati uno o più numero di telefono e&ostroke; indirizzi mail dove potete avere informazioni.In ogni caso, potete sempre telefonare ai seguenti numeri:
Casa della Solidarietà tel. 0573 72297 fax 0573 738565
Antonio Vermigli tel. 0573 718591
Mariella Borelli tel. 0573 717179
Stefania Martini tel. 0573 737698 fax 0573 737698
o scrivere alla Rete Radiè Resch
rrrcasas@micanet.it
17 APRILE VENERDÍ -- TORINO
ore 21, Cine Teatro Cardinal Massaia, V. Cardinal Massaia 104
entrata a offerta libera
per informazioni, rivolgersi al Cine Teatro:
tel 011 257881, fax 011 253945
18 APRILE SABATO -- NOVARA
ore 21, Salone Borsa, Piazza Martiri 6
entrata a offerta libera
per informazioni, rivolgersi a:
Valeria Ballarè 0321 459106
Rita Lissoni 0321 451969
Francesco Bonoli fbonoli @ r-j.it
19 APRILE DOMENICA -- SARONNO
per informazioni, rivolgersi a:
Ferrario Raffaella 02 9604522
20 APRILE LUNEDÍ -- BUSTO ARSIZIO (VA)
per informazioni, rivolgersi a:
Di Mattei Vittorio 0331 629134
21 APRILE MARTEDÍ -- MILANO
per informazioni, rivolgersi a:
Campo Antonella 02 48703276
22 APRILE MERCOLEDÍ -- MILANO Università Bocconi
per informazioni, rivolgersi a:
Ferri Francesco 02 58108295
23 APRILE GIOVEDÍ -- BERGAMO
per informazioni, rivolgersi a:
Valoti Mirta 035 520548
24 APRILE VENERDÍ -- RIMINI (CONVEGNO NAZIONALE RETE)
25 APRILE SABATO -- RIMINI ( `` `` `` )
per informazioni, rivolgersi a:
Rete Radi Resch 0573 72297
26 APRILE DOMENICA -- ANCONA
per informazioni, rivolgersi a
Marco De Cecco 071 31327
071 35963 (fax)
27 APRILE LUNEDÍ -- FANO
per informazioni, rivolgersi a:
Ruffini Fedora 0721 808547
28 APRILE MARTEDÍ -- PESCARA
per informazioni, rivolgersi a:
Pasqualini Franca 085 4710129
29 APRILE MERCOLEDÍ -- POLIGNANO (BA)
per informazioni, rivolgersi a:
Manzone Angela 080 741121
30 APRILE GIOVEDÍ -- S. FERDINANDO (FG)
per informazioni, rivolgersi a:
Della Torre Matteo 0883 623524
02 MAGGIO SABATO -- RAGUSA
per informazioni, rivolgersi a:
Santaera Santo 0932 958644
03 MAGGIO DOMENICA AVOLA
ore 19:30, Salone Don Bosco, Via Bellinzona 25
entrata a offerta libera
per informazioni rivolgersi a
Maria Rita Vella 0931 821324 (sera)
0330 899200 (cellulare)
gleo @ polosud.it
Parrocchia Chiesa Madre 0931 831078
04 MAGGIO LUNEDÌ -- RAGUSA
per informazioni, rivolgersi a:
Santaera Santo 0932 958644
08 MAGGIO VENERDÍ -- UDINE
per informazioni, rivolgersi a:
Peratoner Toni 0432 502556
09 MAGGIO SABATO -- CLES (TN)
per informazioni, rivolgersi a:
Dellantonio Carla 0461 652294
11 MAGGIO LUNEDÍ -- PORDENONE
per informazioni, rivolgersi a:
Parrocchia S. Lorenzo 0434 361001
12 MAGGIO MARTEDÍ -- RIMINI
per informazioni, rivolgersi a:
Sante Rodriguez 0541 389868
13 MAGGIO MERCOLEDÌ -- ROVATO (BS)
per informazioni, rivolgersi a:
Matteotti Giuseppe 030 723162
14 MAGGIO GIOVEDÍ -- GUASTICCE (LI)
per informazioni, rivolgersi a:
Parrocchia di Guasticce 0586 984808
15 MAGGIO VENERDÍ -- MARGINE COPERTA (PT)
per informazioni, rivolgersi a:
Parrocchia S. Rita 0572 72211
16 MAGGIO SABATO -- PISA
ore 21.15 - Centro S. Andrea - Via del Cuore 2
per informazioni, rivolgersi a:
Gabriele Carli 050 543762 tel
050 543761 fax
17 MAGGIO DOMENICA -- ROMA
per informazioni, rivolgersi a
Claudia Fanti 06 6868692 (lavoro)
06 6147236 (casa)
adista@mclink.it
18 MAGGIO LUNEDÌ -- FIRENZE
per informazioni, rivolgersi a:
Zanobini Alberto 055 494546
19 MAGGIO MARTEDÍ -- QUARRATA (PT)
per informazioni, rivolgersi a:
Rete Radi Resch 0573 72297
21 MAGGIO GIOVEDÍ -- VERONA
22 MAGGIO VENERDÍ -- VERONA
per informazioni, rivolgersi a:
Agostini Maddalena 045 8341334
23 MAGGIO SABATO -- MOGLIANO VENETO (TV)
per informazioni, rivolgersi a:
Favaro Beniamino 041 5900530
24 MAGGIO DOMENICA-- ROMANO CANAVESE (TO)
per informazioni, rivolgersi a:
Laini Giuseppe 0125 637714
da parte della redazione
Nel numero scorso di Vila Notizie, nell'articolo intitolato ""Il Grupo-Circo in tournè in Italia " è contenuto in errore: al posto di :'Il tema dello spettacolo sono le vicissitudini di un eroe della tradizione popolare brasiliana, il BOI, in lotta con il rappresentante del potere e i suoi servitori, e che annuncia possibilit` e speranze di un tempo nuovo'
doveva essere scritto:
'Il tema dello spettacolo sono le vicissitudini di un eroe della tradizione popolare brasiliana, MATEUS, in lotta con il rappresentante del potere e i suoi servitori, e che annuncia possibilit` e speranze di un tempo nuovo.'
Ci scusiamo con i lettori.